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La Storia Piaggio

Il marchio Piaggio vanta una lunga storia nell’industria e nella mobilità italiane. E’ datata addirittura 1882 l’apertura da parte di Enrico Piaggio di un primo stabilimento dedicato alla produzione di forniture navali, seguita due anni dopo dalla fondazione della società Piaggio & C ad opera di Rinaldo Piaggio, impegnata dal 1889 anche nel settore ferroviario. L’azienda debutta nel 1916 nel settore aeronautico fino ad approdare negli anni successivi, attraverso fasi alterne, al mondo delle due ruote: è del 1964 infatti la separazione societaria fra I.A.M Rinaldo Piaggio (settore aeronautico-ferroviario) e Piaggio & C., destinata quest’ultima ad accompagnare la nascita della mobilità moderna sulle strade del boom economico. A partire dagli anni ’60 si susseguono i successi firmati dalla casa di Pontedera. Nel 1967 nasce Ciao, capostipite dei ciclomotori di moderna concezione. E’ del periodo 1990-1994 Piaggio Sfera, primo scooter con carrozzeria in plastica prodotto a Pontedera, cui fa seguito l’Hexagon, pietra miliare nel segmento dei maxiscooter. Tra il 1973 e il 1988 è Bravo ad imporsi sul mercato, mentre circolano sulle strade nuovi scooter come Cosa, Superbravo, Grillo.

La Storia Vespa

La Vespa è uno storico modello di scooter della Piaggio, brevettato il 23 Aprile del 1946, su progetto dell’ingegnere aeronautico Corradino D’Ascanio. Il nome, divenuto in seguito famoso in tutto il mondo, sembra sia nato da un’esclamazione di Enrico Piaggio che alla vista del prototipo esclamò: “Sembra una vespa!”, per via del suono del motore e delle forme della carrozzeria.

La Storia Gilera

Quando Giuseppe Gilera stava costruendo la sua prima moto, la lampadina elettrica aveva appena trent’anni e non era ancora entrata nell’uso comune delle abitazioni, il telefono era poco più che una curiosità da laboratorio tecnico, mentre le fragili macchine più pesanti dell’aria si erano staccate dal terreno solo sei anni prima. Due guerre mondiali, inimmaginabili tragedie della nostra civiltà moderna, hanno travolto il vecchio mondo conosciuto. Altrettanta profonda trasformazione, ma in chiave positiva, è stata operata dal fantastico sviluppo della tecnologia che ci ha messo a disposizione innumerevoli nuovi prodotti e sistemi di fabbricazione. Sì, questi ultimi cento anni sono stati straordinari, innovativi e travolgenti, nulla è oggi più com’era allora; il Marchio Gilera li ha attraversati costruendo con pazienza, continuità, intelligenza e con il lavoro appassionato di tanti collaboratori, la propria storia, un insieme di fatti e di elementi di simpatia che oggi chiamiamo mito. Gilera non è solo la storia di un uomo, tenace e geniale, partito dal nulla, ma anche la formazione di un consenso, di una passione profonda e condivisa, di una tradizione di conoscenze tecniche e meccaniche che hanno coinvolto diverse generazioni di persone. Gilera ancora oggi evoca competizioni vittoriose, sportività, alta scuola meccanica, eleganza di forme. La storia di questi uomini, della loro fabbrica e delle loro moto, è ciò che il Registro Storico Gilera di Arcore vuole raccontarvi, utilizzando fotografie e filmati dell’epoca, documenti e titoli di giornale, lasciando parlare molti dei protagonisti della vita dell’Azienda, per ricordare, il più fedelmente possibile, una straordinaria avventura tecnica, sportiva ed umana che non è ancora finita.

I numeri dei successi

Con 294 Gran Premi conquistati nel Motomondiale Aprilia detiene il record di vittorie tra i costruttori occidentalinella storia della massima competizione motociclistica. A questi si aggiungono ben 52 titoli mondiali: 38 nel Motomondiale (20 nella 125 e 18 nella 250), 5 in Superbike (Piloti e Costruttori nel 2010, Piloti e Costruttori nel 2012, Costruttori nel 2013) e 9 nelle discipline Off Road (7 nelle Supermoto e 2 nel Trial).

La Progettazione Scarabeo

L’idea di una “City Bike“ nasce in Aprilia nel 1990; è un’intuizione che si trasforma, bozzetto dopo bozzetto, in un veicolo diverso da ogni altro, con le ruote alte e una carrozzeria inconsueta: mentre tutti vanno verso linee futuristiche, estreme, appuntite, Aprilia s’indirizza invece verso quelle classiche, morbide e rotonde. Non mancava, tra i progettisti, il timore di presentarsi sul mercato con un veicolo troppo rivoluzionario nelle sue forme. Tanto che in maniera scaramantica si scelse di battezzarlo col nome benaugurale di Scarabeo, già utilizzato da Aprilia ad inizio anni ’70 per una originale e fortunata “scrambler/cross” di piccola cilindrata. Lo Scarabeo anticipò invece le tendenze, diventando un ‘trend-setter’, un veicolo a cui tutti i Costruttori si sono poi ispirati, e dando vita ad un successo di mercato che negli anni lo ha portato a superare le 750.000 unità prodotte.

La Storia Moto Guzzi

15 marzo 1921 viene costituita a Genova, nello studio del notaio Paolo Cassanello in Corso Aurelio Saffi la “Società Anonima Moto Guzzi”, avente per oggetto “La fabbricazione e la vendita di motociclette e ogni altra attività attinente o collegata all’industria metalmeccanica”. Soci dell’impresa sono Emanuele Vittorio Parodi, noto armatore genovese, il figlio Giorgio e l’amico Carlo Guzzi, suo ex commilitone nella Regia Aviazione insieme all’amico Giovanni Ravelli, aviatore come lo stesso Parodi, deceduto l’11 agosto 1919 durante un volo di collaudo. Alla sua memoria si deve l’introduzione dell’Aquila ad ali spiegate nel logo Moto Guzzi. GARAGE DAYS – CLICCA QUI PER ENTRARE

La Storia Derbi

La Derbi nasce in Spagna nel 1922, quando Simeon Rabasa apre un negozio di biciclette, successivamente trasformato in fabbrica. Nei primi anni la produzione è concentrata sui piccoli ciclomotori, ma nel 1944 Simeon allarga gli obiettivi, fondando in società con il fratello Josep e un gruppo di finanziatori la Bicicletas Rabasa. Nel 1950 nasce la Nacional Motor Rebasa S.A. e Derbi (DERivato di BIcicletta) è il modello più rappresentativo, un 250 da 9 CV. Dalle 150 moto prodotte da 30 operai nel 1951, si passa nel 1958 a 4.500 veicoli assemblati da 30 addetti e alle due ruote a motore si affianca la realizzazione di imbarcazioni. Negli anni Sessanta la crisi di vendite delle medie cilindrate porta la Derbi a concentrarsi sui motori da 50 a 75 cc e nel decennio seguente arrivano le prime moto con impostazione fuoristrada. L’industria è molto attiva e non mancano idee innovative, come lo scooter Variant del 1977, già dotato di avviamento elettrico. Negli anni Novanta la produzione è concentrata quasi esclusivamente sugli scooter, anche se non mancano alcune moto leggere. Dal 2001 è entrata a far parte del gruppo Piaggio.

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